Diritto di informazione diritto di ricerca
La libertà di produrre e consumare informazione è uno dei pilastri fondamentali della nostra Costituzione, come pure della Convenzione Europea per i Diritti Umani (Roma 1950). Purtroppo, in Italia la libertà d´informazione è a volte limitata o addirittura negata come nel caso dell´informazione ai pazienti.
Infatti, i cittadini italiani, a differenza di quelli americani o asiatici, non godono del diritto di accedere all´informazione che riguarda i prodotti farmaceutici che richiedono la prescrizione medica. La legislatura italiana ha adottato in maniera eccessivamente restrittiva la Direttiva Europea 83/2001, che impedisce alle aziende farmaceutiche di veicolare qualsiasi tipo d´informazione a proposito dei prodotti farmaceutici che richiedono una prescrizione medica, lasciando i pazienti nell´ignoranza.
Interpretando la direttiva europea in maniera restrittiva, la legge italiana impedisce ai cittadini di ricevere qualsiasi tipo d´informazione sui medicinali che consumano, o che potrebbero utilizzare per migliorare le proprie condizioni di benessere.
I pazienti italiani come quelli di molti paesi europei, non godono oggi del diritto di conoscere ciò che consumano per la loro salute. Essi non hanno nemmeno il diritto di sapere se esistono prodotti nuovi, migliori, o meno costosi. I pazienti possono sapere solo quello che il medico dice loro senza poter accedere ad ulteriori informazioni.
Noi chiediamo quindi al Governo e al Parlamento italiano di interpretare la direttiva 83/2001 nell´interesse dei malati, garantendo loro il diritto all´informazione. Non chiediamo che i pazienti acquistino e consumino prodotti medicinali senza prescrizione medica, al contrario, siamo convinti che la prescrizione e il ruolo del medico siano fondamentali.
Tuttavia, chiediamo, in relazione al diritto di informazione, che i pazienti possano accedere ad una più ampia e libera informazione sui farmaci: un paziente informato è un paziente migliore.
Chiediamo che il Governo e il Parlamento possano rivedere la corrente legislatura in favore del diritto dei cittadini all´informazione.
Una seconda motivazione ci spinge inoltre a chiedere la modifica della legge corrente: pensiamo che la mancanza d´informazione riduce gli investimenti nel campo della ricerca farmacologia.
Il Governo e il Parlamento italiano hanno aderito all´Agenda di Lisbona, promettendo di portare gli investimenti in ricerca al 3% del PIL. L´Italia ha riconosciuto negli ultimi anni la necessità di investire in ricerca e innovazione per rispondere alla sfida globale. Tuttavia, alcuni dati dimostrano che nel settore farmaceutico gli investimenti in ricerca in Italia, e in Europa, stanno diminuendo perchè vengono allocati in altri paesi. Noi crediamo che la ragione di questa crisi sia imputabile anche al veto all´informazione.
Chiediamo perciò che il Governo italiano difenda la ricerca nazionale e voglia anzi implementarla, consentendo lo sviluppo della ricerca farmaceutica. Un buon modo per cominciare è consentendo ai cittadini di accedere all´informazione.
Ci teniamo comunque a precisare che non chiediamo che alle case farmaceutiche sia data la possibilità di pubblicizzare qualsiasi prodotto senza alcuna regolamentazione. Noi chiediamo che medici e cittadini possano avere un ampio accesso all´informazione relativamente ai prodotti farmaceutici. Chiediamo che l´informazione non sia considerata un privilegio, ma un diritto di ciascuno.
.
|