Il diritto alla proprietà privata è riconosciuto dalle società moderne. La crescita economica di una regione, la prosperità individuale e soprattutto la capacità di innovare sono irrevocabilmente connesse con la proprietà. Competere presentando l’Indice Internazionale sui Diritti di Proprietà (IPRI) vuole dimostrare la correlazione che esiste tra la protezione della proprietà e il benessere economico.
Il concetto di proprietà privata deve essere applicato oltre che alla proprietà fisica anche a quella intellettuale.
Come le economie moderne continuano a dimostrare, il diritto alla proprietà è un incentivo per chi investe le proprie risorse fisiche ed intellettuali per innovare. Il vantaggio di tali innovazioni ricade non solo sui suoi architetti ma sull’intera umanità.
Compito delle istituzioni dei singoli paesi deve essere quello di garantire la creazione e l’aggiornamento costante – al passo con i cambiamenti – di un sistema legale – basato sulla rule of law – trasparente, immune alla corruzione, che protegga la produzione di cose e idee da parte degli individui.
L’indice vuole essere uno strumento per le istituzioni e per le imprese al fine di elaborare:
- un sistema comune di misurazione del grado di protezione della proprietà
- una comparazione dello stesso tra i diversi paesi
- la relazione tra il grado di difesa della proprietà e la crescita economica, il grado di competitività e l’innovazione
L’obiettivo è quindi quello di contribuire ad elaborare una legislazione che garantisca il diritto degli individui alla proprietà fisica ed intellettuale e ugualmente sostenga l’innovazione stimolando l’accesso alle opportunità e la creatività degli individui.
Il nuovo e originale Indice Internazionale sui Diritti di Proprietà (IPRI) dimostra come le regole in difesa della proprietà fisica ed intellettuale stimolino la crescita economica, e come le economie più deboli invece sono quelle laddove manca una legislazione in materia o ve ne è una debole e poco chiara.
L’IPRI vuole essere un supporto per i paesi economicamente instabili (come l’Italia) affinché possano sviluppare un’economia robusta attraverso l’elaborazione di una legislazione sul diritto di proprietà, creando così stabilità economica e sociale e garantendo la libertà di scambiare beni e idee. L’Indice fornisce ai ricercatori, ai politici e alle aziende, uno strumento per un’analisi comparativa e l’elaborazione di legislazioni efficaci.
L’IPRI 2007 presenta un’analisi dell’ambiente politico e legale, della proprietà fisica e della proprietà intellettuale in 70 paesi che rappresentano circa il 95% del PIL mondiale: i paesi nella prima fascia dell’indice hanno un PIL pro capite 7 volte superiore a quello dei paesi classificatisi nell’ultima fascia. L’indice dimostra che più la proprietà è difesa, più l’economia è solida. I paesi che hanno raccolto un punteggio più alto sono quelli dove vi è un benessere economico diffuso.
L’indice è un prodotto della
Property Right Alliance (PRA) e della
Fondazione Hernando de Soto, in collaborazione con 38 organizzazioni di paesi diversi dei 6 continenti. Competere è parte della
PRA.