NATO 70 anni faL'IDEA DI UMBERTO CUCCHI

La NATO (North Atlantic Treaty Organization) compie 70 anni. L’organizzazione, nata nel 1949 a Washington, conta ad oggi 29 paesi membri e si appresta ad accogliere la Macedonia del Nord come suo trentesimo. In che stato si trova oggi l’Alleanza e quale sarà il suo futuro?

PERCHÉ È IMPORTANTE    L’anniversario del Patto Atlantico difficilmente sarà in grado di dissipare i malumori che provengono dall’altro lato dell’oceano, fattispecie dall’amministrazione Trump. Negli ultimi due anni lo stesso Trump ha più volte sottolineato come gli alleati non investano abbastanza risorse in difesa e sicurezza – mediamente sotto il 2% del PIL che sarebbe invece il requisito minimo richiesto – inducendo lo stesso Presidente americano a paventare le ipotesi di rinuncia al principio di difesa collettiva – previsto dall’articolo 5 – o addirittura di una fuoriuscita degli USA dall’accordo. Nonostante i disappunti espressi dall’attuale amministrazione, i successi del passato e le sfide del futuro rendono questa alleanza più indispensabile che mai.

DUBBI SUL FUTURO    Che cosa può intaccare la stabilità dell’alleanza?

  • A Washington, pressioni interne chiedono un importante ridimensionamento strategico. Visioni divergenti sulla gestione della crescita economica e geopolitica di Pechino potrebbe spostare le mire e le attenzioni di Washington dall’Atlantico al Pacifico, ridimensionando fortemente il futuro dell’alleanza;
  • L’allontanamento da parte di diversi membri dai principi fondativi della democrazia in favore di posizioni autoritarie e populiste (ad es. Turchia, Polonia, Ungheria);
  • Una sempre maggiore integrazione Europea negli aspetti di politica estera e difesa militare, come alternativa concreta alla NATO, pone quesiti di rilievo circa il ruolo futuro dall’asse tra gli USA e l’Europa;
  • I dubbi su una continua espansione della Membership Atlantica. Fino a che punto aprire il Patto ai paesi dell’Est Europa diventa un valore aggiunto e non una minaccia per il delicato rapporto con Mosca?

ESAME BALCANICO     L’atteggiamento aggressivo di Trump verso la NATO ha però scaturito un effetto positivo sui paesi membri – fattispecie quelli Europei. Nel 2018, dei 29 paesi membri, 24 hanno incrementato il loro budget per la difesa e 9 hanno raggiunto il 2% del PIL (nel 2014 erano solamente 4). Due cittadini europei su tre supportano l’operato della NATO e i paesi europei non ancora membri dell’Alleanza spingono fortemente per farne parte.

Nella penisola balcanica, dove l’Unione Europea e l’Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno ottenuto risultati inferiori alle aspettative, la NATO è riuscita invece a raggiungere traguardi positivi, includendo nell’alleanza atlantica Albania, Montenegro e a (breve) la Macedonia del Nord, facendole uscire de facto dalla sfera d’influenza di Mosca. Lo stesso governo della Macedonia del Nord ha più volte sottolineato come l’accordo con la Grecia sulla disputa riguardante il nome della ex Repubblica  slava sia stato spinto dalla prospettiva di un’imminente ingresso nella NATO e non da una prospettiva di integrazione nell’Unione Europea.

I dubbi su una sfrenata espansione verso Est hanno però della valide fondamenta. Una volta conclusa l’opera di integrazione balcanicaSerbia, Kosovo e Bosnia-Herzegovina – importante per ottenere maggiore stabilità in una zona nel cuore dell’Europa, la NATO dovrebbe riconsiderare l’espansione verso oriente soprattutto nei confronti dei paesi del Caucaso, Ucraina e Bielorussia in particolare, che rimangono ancora legati all’influenza di Mosca. In caso contrario il rischio comporta un ulteriore logoramento delle relazioni con il Cremlino e conseguenze potenzialmente negative per tutto il continente.


SOLIDE FONDAMENTA e NUOVE SFIDE
     
Nonostante tutto, l’Alleanza sembra ancora in discrete condizioni. Malgrado le continue vicissitudini geopolitiche che si sono susseguite dopo la fine della guerra fredda, Stati Uniti ed Europa sono riusciti a rimanere stretti alleati, collaborando su diversi fronti strategici. Ex paesi del blocco sovietico sono entrati a far parte del Patto, avvicinandosi agli obiettivi di maggiore sicurezza ed ai principi democratici richiesti. La NATO, nel corso degli anni, ha anche intrapreso diverse missioni ambiziose in numerosi angoli del pianeta, alcune di successo – come nei Balcani – alcune con giudizio ancora in sospeso – nel caso dell’Afghanistan e della Siria – e altre meno fortunate – gli errori in Libia.

In questi 70 anni, libertà e sicurezza dei paesi membri sono stati comunque protetti in maniera ottimale, promuovendo la pace e prevenendo conflitti attraverso strumenti di tipo militare ma anche – e spesso – di natura politica.

Nuove sfide però attendono la NATO. Tematiche come cybersecurity, terrorismo e hybrid warfare saranno sempre più al centro dell’attenzione. Il ritorno della Russia sui principali palcoscenici mondiali e l’espansione geo-economica di Pechino sembrano indicare una via chiara all’Alleanza Atlantica: maggiore cooperazione e maggiori investimenti saranno necessari per controbilanciare il crescente peso da Est.

La credibilità è la nostra forza. La nostra visione al vostro servizio.

Pietro Paganini
Presidente, Competere
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