Turismo 2018Proposte (elettorali) per favorire la trasformazione digitale dell’industria del turismo*

Il settore del turismo è ritornato a crescere. Il 2017 ha confermato il trend positivo degli ultimi anni. Nel primo semestre è aumentata la domanda sia interna che esterna (+ 4,6% arrivi e +6% pernottamenti). La spesa dei visitatori ha raggiunto 16,7 miliardi di euro. Nel Centro e nel Mezzogiorno la crescita è addirittura a doppia cifra: +18,3% e +6,1%. Questo è un segnale positivo per l’economia italiana sia sul lato della competitività sia sul lato dell’occupazione.

Tuttavia il settore sconta ancora alcuni deficit strutturali che, se risolti, potrebbero aumentare ulteriormente l’impatto del turismo sullo sviluppo e la crescita della nostra economia. Tanti sono gli aspetti migliorabili nella filiera.

  1. Il primo è il mancato riconoscimento del Turismo come settore industrialea tutti gli effetti. Nel corso degli anni, in Italia, l’attenzione è sempre stata concentrata sulla manifattura, come conseguenza di una propensione storica alla produzione industriale di beni. Oggi non è più così. Secondo i dati del World Travel & Tourism Council, il turismo contribuisce per circa 186 miliardi di euro circa al PIL nazionale (il 10%) e oltre 2 milioni e mezzo di unità (fra occupati diretti e indiretti);
  2. Oggi sono assenti una politica industriale e una governance strutturata del settore. Queste carenze hanno avuto un impatto negativo circa le opportunità fornite dall’Industria 4.0. Le PMI italiane mostrano ancora carenze nell’utilizzo fruttuoso dei Big Data, dell’IoT e dell’automazione. Mancano una strategia di settore, uno standard digitale di riferimento e la piena consapevolezza degli operatori riguardo i benefici derivanti dall’automazione;
  3. Con la trasformazione digitale sono anche cambiati sensibilmente domanda e offerta turistica. La filiera ancora fatica a tenere il passo in modo esteso e necessita di migliorare l’approccio dell’offerta agli strumenti tecnologici al fine di sviluppare tutto il potenziale dell’industria turistica italiana sia nel settore pubblico, per le attività di promozione, sia in quello privato per quanto riguarda le modalità di commercializzazione/distribuzione e diversificazione dei servizi/prodotti deve diventare una priorità.

Il percorso non è semplice, ma gli obiettivi sono chiari e raggiungibili se la politica e il settore privato sapranno fare squadra intorno ad alcune proposte precise. Quali? Eccone alcune:

  • Riconoscere il turismo come un settore industriale strategico a livello nazionale ed elaborare una politica economica industriale per il settore che persegua il miglioramento della produttività, l’incremento degli investimenti, e la promozione e lo sviluppo dei territori;
  • Eliminare le barriere burocratiche che impediscono alle imprese del settore di crescere e, allo stesso modo, rendere la fiscalità più equa e più semplice;
  • Costruire un sistema di formazione specifico per l’industria del turismoche tenga conto delle relative caratteristiche strutturali e delle esigenze delle imprese e dei territori, con particolare riguardo alla digitalizzazione del settore;
  • Estendere l’utilizzo dei Big Data e delle tecnologie IoT nel turismo, incentivando gli operatori che condividono continuamente i dati con gli altri attori (pubblici e privati) e a chi si aggrega ad un sistema di reti d’imprese ad hoc per poter migliorare accesso e fruizione dei dati.

Questi sono solo alcuni dei punti che Competere, in collaborazione con Federturismo, ha elaborato per supportare l’azione dei decisori pubblici, con l’obiettivo di sottolineare le problematiche e le possibili soluzioni, e per fornire agli stakeholder e ai cittadini uno strumento per misurare l’azione della politica e i suoi risultati.

Le 17 proposte di Federturismo e Competere sono state presentate martedì 8 febbraio  presso la Sala Isma del Senato della Repubblica insieme a operatori ed esponenti politici.

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Pietro Paganini
Presidente, Competere
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