I Dati sulla Carne Rossa di cui l’OMS Non Parlerà Mai

La carne rossa non provoca il cancro. I più importanti oncologi del mondo lo sostengono e non esistono studi che confermino la correlazione tra il consumo di carne rossa e la malattia.

Nell’ottobre del 2015 lo IARC (un’agenzia dell’Orgnizzazione Mondiale della Sanità) ha, tuttavia, annunciato che ci sarebbero “prove consistenti” circa l’aumento del rischio legato ai tumori per chi consuma carni rosse e lavorate. L’eccessiva semplificazione con cui è stata affrontata la questione – amplificata a dismisura dai mezzi di informazione e comunicazione – ha spinto milioni di consumatori a compiere scelte alimentari sulla base della paura e del sospetto, sacrificando la razionalità e il dibattito scientifico.

Nel suo rapporto annuale sulle abitudini alimentari degli italiani, il Censis, pochi giorni fa, ha evidenziato come nell’arco di un solo anno i consumi di carne siano scesi del 32% in Italia, e questo anche sulla scia della paura disseminata dall’OMS che, ricordiamo non ha di per sé potere decisionale ma ha comunque una forte influenza nell’indirizzo politico circa le scelte dei governi. Con dei risvolti drammatici per le imprese e per i lavoratori.

Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza. Nel suo rapporto lo IARC inserisce le carni rosse nel gruppo 2A, (dove la correlazione tra un consumo eccessivo e l’insorgenza di cancro è considerata “probabile”), mentre le carni lavorate sono state catalogate fra i cancerogeni appartenenti al gruppo 1 (nel quale rientra anche la luce solare, e viene rilevato un legame causale tra esposizione e sviluppo dei tumori). Mangiare la carne rossa, quindi, non provoca tumori e non esistono studi recenti che abbiano permesso di identificare un legame certo tra consumo di carne rossa e la malattia.

Inoltre, il settore agroalimentare in Italia contribuisce al 10-15% del PIL annuo, con un valore complessivo che raggiunge i 180 miliardi di euro, 30 dei quali derivano dal settore delle carni e dei salumi. Questi danno lavoro a circa 125.000 persone. Si stima che i falsi allarmi dell’OMS mettano a rischio 180.000 posti di lavoro in tutta Italia, danneggiando il settore italiano per eccellenza.

L’estremizzazione del messaggio vessatorio contro le carni rosse, esasperato dall’approssimazione e dall’assenza di riscontri scientifici, ma che cavalca la paura di milioni di persone, ha avuto un duplice effetto: quello di deprimere i consumi e le filiere di produzione, e di intaccare la libertà di scelta degli individui, con grave danno anche alla loro salute.

La credibilità è la nostra forza. La nostra visione al vostro servizio.

Pietro Paganini
Presidente, Competere
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