Giornata del Fiocchetto Lilla: servono strategie e politiche efficaci per affrontare i DNADi Michele Carruba

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Il 15 marzo si celebra la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata alla sensibilizzazione sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA). In Italia oltre tre milioni di persone convivono con queste patologie, che rappresentano una delle principali cause di morte tra gli adolescenti. Un dato ancora più preoccupante riguarda l’età di insorgenza, sempre più precoce: circa il 20% dei casi riguarda minori di 14 anni. Servono strategie più incisive: prevenzione, informazione corretta e politiche capaci di affrontare il problema in modo strutturale.

I disturbi del comportamento alimentare (DCA), oggi più correttamente definiti disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), sono patologie psichiatriche gravi e invalidanti, potenzialmente mortali. Chi ne soffre sviluppa un rapporto profondamente alterato con il cibo, con il proprio corpo e con l’immagine di sé. Non si tratta solo di un’emergenza sanitaria, ma di una questione sociale con ricadute significative sul Sistema sanitario nazionale, sulle famiglie e sulla collettività.  

Tra i principali disturbi rientrano l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata (BED), ma anche condizioni meno conosciute come il disturbo evitante o restrittivo dell’assunzione di cibo (ARFID). A queste si affiancano forme emergenti sempre più discusse, tra cui ortoressia, vigoressia e drunkoressia. 

In questi disturbi, l’alimentazione diventa uno strumento di controllo del peso e della forma fisica, ma soprattutto un mezzo attraverso cui si esprimono fragilità psicologiche più profonde. Nella maggior parte dei casi, il disagio psicologico viene aggravati da una dieta, spesso autoprescritta, adottata senza alcun supporto medico o nutrizionale, suggerita da persone prive di competenze o influenzate da modelli estetici irrealistici diffusi nella società e nei media.

Il legame tra DNA e obesità

Esiste un continuum tra i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e l’obesità: entrambe queste malattie hanno infatti un’origine multifattoriale, nella quale interagiscono componenti biologiche, psicologiche, ambientali e sociali. 

Nei DNA la patologia nasce prevalentemente a livello psichico e comporta gravi ripercussioni sul corpo; nel caso dell’obesità il processo può svilupparsi inizialmente a livello corporeo, con ripercussioni importanti sulla psiche. 

Elementi come bassa autostima, ansia, depressione e insicurezza sono frequenti in entrambe le condizioni.

Pressioni sociali e disinformazione

A questi fattori individuali si aggiungono quelli socioculturali, sempre più rilevanti. Nei Paesi industrializzati e in molti Paesi in via di sviluppo circa la metà della popolazione è in sovrappeso o obesa, mentre i modelli di successo e di bellezza – soprattutto per le donne, ma sempre più anche per gli uomini – continuano a promuovere ideali di estrema magrezza. 

Questo divario genera una pressione sociale molto forte. La richiesta di dimagrimento è enorme, ma troppo spesso la risposta arriva da imbonitori e falsi profeti dell’alimentazione, che propongono soluzioni rapide, scorciatoie e diete miracolose prive di fondamento scientifico. Le conseguenze sono facilmente immaginabili: disinformazione, aspettative irrealistiche e, nei casi più gravi, l’innesco o l’aggravamento di disturbi alimentari.

Informazione, educazione ed equilibrio

La Giornata del Fiocchetto Lilla rappresenta quindi un’occasione importante per richiamare l’attenzione su queste patologie e per promuovere una maggiore consapevolezza collettiva. Affrontare i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione richiede un approccio scientifico, multidisciplinare e personalizzato, che coinvolga medici, nutrizionisti, psicologi e altri professionisti della salute, ma anche esperti di comunicazione, informazione e stili di vita.  

Allo stesso tempo servono politiche pubbliche che favoriscano investimenti strutturali nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nella presa in carico multidisciplinare dei pazienti. Rafforzare l’educazione alimentare e alla salute, a partire dalle scuole e dalle famiglie, è necessario per aiutare le persone – in particolare i più giovani – a sviluppare un rapporto più equilibrato con il cibo, con il proprio corpo e con la propria immagine.  Un capitolo cruciale riguarda anche l’informazione. Nell’era dei social media, dove ogni giorno circolano messaggi su diete, corpo e alimentazione, diventa essenziale promuovere contenuti basati su evidenze scientifiche e contrastare la diffusione di narrazioni fuorvianti o semplificazioni dannose. 

In un contesto in cui il rumore informativo è sempre più forte, la vera sfida è promuovere equilibrio, competenza e responsabilità: solo attraverso conoscenza scientifica, prevenzione e supporto adeguato è possibile contrastare efficacemente disturbi complessi che riguardano non solo la salute individuale, ma il benessere della società nel suo complesso. 

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