Il nuovo Regolamento Spaziale Europeo: avanguardia e sfide regolatorieL'IDEA DI LUCA GALIZIA

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La proposta di Regolamento sulla sicurezza, la resilienza e la sostenibilità delle attività spaziali nell’Unione (“EU Space Act”), presentata dalla Commissione Europea il 25 giugno 2025, rappresenta un’iniziativa fondamentale per creare un mercato unico europeo nel settore spaziale commerciale.

Cosa sarà disciplinato dal nuovo regolamento

Il prossimo EU Space Act mira a regolamentare la fornitura di dati spaziali (informazioni ricevute dallo spazio extra-atmosferico) e servizi spaziali (operazioni che riguardano veicoli spaziali, servizi di lancio o legati ai siti di lancio, servizi e operazioni che avvengono nello spazio tra due operatori e servizi relativi alla prevenzione delle collisioni) da parte di operatori privati e istituzioni internazionali.

Il regolamento sarà applicato anche a operatori con sede in Paesi terzi, qualora forniscano servizi o servizi spaziali nell’UE (principio di extraterritorialità).

Dall’altro lato, sono previste regole semplificate per costellazioni satellitari, PMI, missioni di ricerca e educative.

Dal punto di vista amministrativo

La proposta della Commissione Europea prevede una competenza suddivisa tra istituzioni unionali e nazionali:

  • Livello centralizzato EU: l’Agenzia dell’Unione Europea per il Programma Spaziale (EUSPA) assumerà un ruolo centrale, occupandosi di valutazioni tecniche e gestione del Registro dell’Unione degli oggetti spaziali (URSO); la Commissione Europea avrà poteri decisionali e sanzionatori.
  • Livello nazionale: gli Stati Membri designeranno autorità competenti con poteri di supervisione e ispezione sugli operatori basati sul proprio territorio (purché questi non gestiscano risorse di proprietà dell’Unione).

Accesso al mercato: il sistema a tre binari

Il testo istituisce un sistema a tre binari per l’accesso al mercato:

  • un’autorizzazione centralizzata UE per gli operatori UE che gestiscono asset di proprietà dell’Unione;
  • una procedura di registrazione centralizzata per operatori di paesi terzi e organizzazioni internazionali;
  • un’autorizzazione nazionale per la maggior parte degli operatori basati nell’UE.

Standard tecnici e sicurezza

Sul piano tecnico, l’articolato stabilisce severi standard di sicurezza (safety) che coprono l’intero ciclo di vita di veicoli spaziali e di lancio, tra cui sistemi di tracciabilità, requisiti di manovrabilità, regole per il traffico in orbita, prescrizioni per evitare e attenuare il rischio di collisioni, piani dettagliati per la riduzione della produzione dei detriti spaziali e per la limitazione dell’inquinamento luminoso e radio e, infine, obblighi di smaltimento degli oggetti spaziali a fine vita (ad esempio, per quelli che operano in orbite geostazionarie, tramite il loro spostamento nelle cc.dd. ‘orbite cimitero’).

Parallelamente, vengono introdotte norme sulla sicurezza fisica e digitale degli asset spaziali, che impongono una gestione continua del rischio di interruzioni dell’operatività che potrebbe derivare da eventi naturali o provocati dall’uomo (cyber-attacchi inclusi), piani di risposta alle crisi e reporting di incidenti significativi, integrandosi con direttive come NIS2 e CER.

Sostenibilità e innovazione

L’EU Space Act pone grande enfasi sulla sostenibilità ambientale sia nello spazio che sulla Terra, introducendo l’obbligo di calcolare l’Impronta Ambientale (Environmental Footprint) delle attività spaziali tramite studi certificati da organismi tecnici qualificati.

La proposta di Regolamento guarda anche al futuro, delineando il quadro normativo per i Servizi e Operazioni nello Spazio (ISOS), come il rifornimento o la riparazione in orbita e la rimozione di detriti spaziali, imponendo dal 1° gennaio 2034 che sia il veicolo spaziale di servizio sia quello del cliente possiedano caratteristiche di compatibilità per l’erogazione di tali servizi, che dovranno rispettare standard di sicurezza e di leale collaborazione.

Infine, il testo promuove standard armonizzati obbligatori affiancati da ‘Sistemi di Marchio del Programma Spaziale dell’Unione’ per premiare pratiche eccellenti che vanno oltre quanto strettamente richiesto dalle disposizioni prescrittive in materia di sicurezza, resilienza e sostenibilità.

Prossimi passi

Il futuro Regolamento approderà al Parlamento Europeo e sarà poi oggetto di dialogo inter-istituzionale per giungere a un testo concordato. L’ applicazione è prevista solo dal 1° gennaio 2030, con un regime transitorio per gli asset lanciati prima di tale data. La Commissione Europea supporterà gli stakeholder con guide, portali informativi e finanziamenti per progetti di ricerca, promuovendo la cooperazione internazionale tramite accordi con Paesi terzi e organizzazioni internazionali.

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*Luca Galizia è un avvocato italiano basato a Bruxelles con 15 anni di esperienza professionale sia in-house che come libero professionista, di cui oltre 8 anni nel settore ‘life sciences’ (con particolare expertise su alimenti, integratori alimentari e nutraceutici) e, più recentemente, in ambito di attività spaziali. Lavora attualmente presso lo studio legale internazionale Keller and Heckman, dove ha dato impulso alla fondazione della practice ‘space law’.

 

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