- 10 February 2026
- Posted by: Competere
- Category: Lidea
La dieta mediterranea… è una veritàL'IDEA DI SOSSIO CHIEREGO
Un articolo di Politico EU ha definito la dieta mediterranea una “menzogna”, attribuendola a credenze infondate, lobby e gastronazionalismo italiano. Tuttavia, queste affermazioni sono viziate da pregiudizi logici e dalla mancata considerazione di prove scientifiche solide sul suo impatto positivo sulla salute e sul benessere.
Smentire la narrativa
1. FATTI ED EVIDENZE SCIENTIFICHE
L’articolo ritrae il sistema agroalimentare italiano in modo grottesco, oscillando tra critica personale e caricatura, con pochi dati reali. Alcune affermazioni chiave necessitano di contesto:
- Costi sanitari: i €148 Mld citati come costi legati alla dieta italiana non considerano che il sistema sanitario italiano garantisce assistenza pubblica e farmaci a cittadini italiani e UE, rendendo i costi strutturalmente più alti.
- Origini della dieta mediterranea: definirla “solo una costruzione del Dr.Keys” ignora il 7 Countries Study, che ha fondato le basi scientifiche della dieta mediterranea.
2. POLITICA AGROALIMENTARE
Le critiche alla politica italiana trasmettono un tono di acredine: l’articolo cita il Premier italiano che rimprovera Bruxelles sul cibo prima di salire al potere, attaccando il Farm to Fork, e parla di gastronazionalismo. Prosegue affermando che molte tradizioni associate alla dieta italiana deriverebbero da una nostalgia rurale post-contadina, ritraendo il Premier in uno “stato di frenesia gastronomica”. Questo tono e questi contenuti non rendono giustizia a una cultura alimentare centrale, né alla capacità dell’Italia di gestire l’agroalimentare come prima voce del PIL e con record continuativi di export.
3. CONSUMO DI ALCOL
L’affermazione per cui l’alcol sia ampiamente consumato in Italia, soprattutto tra i giovani, e rappresenti un ostacolo alla dieta sana degli italiani in quanto “è una delle principali cause di cancro” necessita del contesto di riferimento e manca di dati chiave ed evidenze mediche.
Prima di tutto, il rischio potenziale delle bevande alcoliche leggere (vino) non è legato al consumo in sé, ma a un eventuale consumo eccessivo. Infatti, il consumo moderato e durante i pasti ha dimostrato avere effetti positivi sulla salute umana. Inoltre:
- Il consumo di alcol non risulta un fattore determinante per il cancro: solo il 5,5% dei tumori è clinicamente attribuito a esso.
- Il consumo di vino in Italia è calato del 23% tra 2006 e 2014, caso unico di auto-moderazione in assenza di politiche della salute.
- Studi dimostrano che il consumo moderato di vino (<30g/die) ha effetti positivi sulla salute: riduce il rischio di malattie cardiovascolari del 20-40% grazie alla presenza di polifenoli, flavonoidi e tannini.
Dalle evidenze mediche e scientifiche, emerge dunque come il consumo moderato di vino di qualità e durante i pasti rappresenti un elemento positivo di arricchimento della dieta mediterranea.
4. ETICHETTE ALIMENTARI
Anche l’associazione della mancata adozione europea del Nutriscore al Governo italiano risulta poco corretta. A una più attenta analisi, si evince che il sistema di etichettatura Nutriscore presenta caratteristiche non apprezzate dai consumatori UE per metodologia non chiara, rigidità e mancanza di personalizzazione.
La dieta mediterranea: evidenze e valore
La dieta mediterranea è rappresentata dalla piramide alimentare, in cui la posizione relativa del prodotto ne definisce la frequenza di consumo (porzioni x giorno/settimana) e la quantità (porzioni e RDA). Le versioni moderne sono integrate con evidenze cliniche e linee guida personalizzate.
Quindi, un regime alimentare deve basarsi su evidenze medico-cliniche piuttosto che su dibattiti mediatici o critiche nei media. In tal senso, esistono diversi regimi alimentari che competono per la preferenza dei cittadini ma il fattore dirimente deve legarsi alle raccomandazione scientifiche, come nel caso del Prof. Ramon Estruch, (Ospedale Clinico INSA/Università Barcellona) che ha confrontato la dieta mediterranea con le più famose diete alternative (Nordica, Dash, Mind, Flexitariana, Okinawa, Vegetariana), giungendo alla conclusione che quella mediterranea sia il modello alimentare più sano, i cui effetti si possono potenziare aggiungendo alimenti di altre culture, come superfood, cacao, soia, tè e caffè.
Il contributo agroalimentare italiano in UE
Malgrado le dure critiche dell’articolo, l’Italia rappresenta il fondamento del sistema agroalimentare europeo, vantando il primato delle Eccellenze Geografiche (138 DOP – 83 IGP – 2 STG), i migliori processi di coltivazione (es: 100% Lotta Integrata), il contributo chiave alla biodiversità UE (30% biodiversità animale e 50% vegetale) e numerosi disciplinari tradizionali che arricchiscono il patrimonio culturale-alimentare UE.
La dieta mediterranea si lega al Made in Italy, che non è solo un’etichetta, ma un valore profondo che va ben oltre i prodotti definendo una miscela di valori immateriali e tangibili come lo stile di vita italiano, l’approccio alla vita, l’autenticità e l’identità culturale.
Ne è la prova il riconoscimento UNESCO di patrimonio culturale immateriale per la cucina italiana. Il modo italiano di preparare, servire e consumare il cibo favorisce legami sociali e appartenenza culturale, rispondendo anche ai trend globali che cercano significato e qualità di vita, non solo cibo.
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