- 8 January 2026
- Posted by: Competere
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Mercosur: la scelta geopolitica che l’Europa non può rimandareDI PIETRO PAGANINI
Il quotidiano Il Mattino ha pubblicato un commento di Pietro Paganini sull’accordo UE–Mercosur e sul ruolo decisivo che l’Italia può svolgere in questa fase cruciale.
Leggi l’articolo completo su Il Mattino o una sintesi qui sotto.
L’accordo UE–Mercosur non è più solo un dossier commerciale, ma una scelta geopolitica. L’America Latina è di nuovo al centro degli equilibri globali: gli Stati Uniti stanno aumentando la pressione politica nella regione, mentre la Cina sta espandendo in modo costante la propria presenza economica attraverso investimenti e il controllo di asset strategici e catene del valore.
In questo contesto, l’Unione europea dispone di uno strumento distintivo e credibile: il commercio aperto, basato su regole, fondato su standard elevati e sulla cooperazione. Agire come singoli Stati membri è inefficace. Agire come Unione è l’unico modo per l’Europa di rafforzare la propria posizione globale. Mercosur deve essere letto attraverso questa prospettiva.
A differenza di altri Paesi, l’Italia non ha respinto l’accordo ma ha giocato un ruolo chiave spingendo per garanzie più solide per l’agricoltura. Un approccio costruttivo che ha migliorato la qualità dell’accordo. Ora però quella fase si è chiusa: le tutele sono sul tavolo.
L’accordo riguarda Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay e, insieme all’Unione europea, coinvolge circa 780 milioni di persone. Nel 2024 gli scambi di beni tra UE e Mercosur hanno superato i 110 miliardi di euro e l’eliminazione dei dazi prevista dall’intesa potrebbe generare risparmi per le imprese europee superiori ai 4 miliardi di euro l’anno. Rinviare il Mercosur significa rinunciare a opportunità economiche concrete e a rafforzare la presenza europea in una regione sempre più contesa.
Le preoccupazioni sollevate da alcune parti del mondo agricolo sono comprensibili, ma devono essere messe in prospettiva. Mercosur non è una liberalizzazione incontrollata. È il risultato di oltre vent’anni di negoziati e include meccanismi di tutela precisi.
Bloccare o ritardare l’accordo per riflessi difensivi non rafforza l’agricoltura europea. Al contrario, rischia di renderla sempre più dipendente da sussidi pubblici. Senza concorrenza, l’innovazione rallenta; senza innovazione, la produttività cala; e quando la produttività cala, il sostegno pubblico tende a diventare strutturale.
L’Italia è un caso emblematico: non è autosufficiente dal punto di vista agricolo e alimentare, dipende dalle importazioni di materie prime, mangimi ed energia. La qualità del Made in Italy non si difende con la chiusura, ma puntando su qualità, trasformazione, identità e filiere, non sulla chiusura.
Rinviare il Mercosur non protegge l’agricoltura. Indebolisce l’Europa in un momento in cui credibilità, unità e visione strategica sono essenziali. L’Italia ha ora l’opportunità di contribuire a trasformare questo accordo in una scelta europea coerente.