- 26 February 2026
- Posted by: Competere
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Obesità: la Lombardia può diventare modello europeoAUDIZIONE REGIONE LOMBARDIA, 26 FEBBRAIO
Il 26 febbraio Michele Carruba, Presidente del Centro di Studio e Ricerca dell’Obesità (CSRO) dell’Università degli Studi di Milano e Presidente del nostro Comitato Scientifico, è intervenuto in audizione davanti alla III Commissione Sanità della Regione Lombardia, definendo il disegno di legge regionale sull’obesità «un’opportunità concreta e urgente da cogliere» affinché la regione possa rappresentare un riferimento per altre realtà italiane ed europee.
Secondo il Prof. Carruba, la proposta normativa punta a superare l’impostazione attuale, andando oltre il quadro nazionale e introducendo un sistema realmente centrato sulla persona. L’obiettivo è garantire una presa in carico continua lungo tutto il percorso terapeutico, con strutture coordinate tra ospedale e territorio e riferimenti chiari per il paziente, evitando frammentazioni tra specialisti.
Una patologia complessa che richiede integrazione clinica
L’obesità è associata a oltre 200 patologie e richiede il coinvolgimento di numerose discipline: dalla cardiologia alla diabetologia, dall’oncologia alla psicologia, fino a epatologia e nefrologia. Senza un approccio multidisciplinare, il rischio è un percorso di cura discontinuo e meno efficace.
Tra i punti qualificanti del disegno di legge, Carruba ha evidenziato l’istituzione di un tavolo permanente incaricato di riorganizzare i centri e raccogliere dati strutturati. Il mancato riconoscimento dell’obesità come malattia ha finora limitato la disponibilità di informazioni precise sugli impatti sanitari, sociali ed economici. Inoltre, l’indice di massa corporea non sarebbe sufficiente: durante le visite dovrebbero essere registrati indicatori più accurati, come la circonferenza vita rapportata all’altezza, fortemente correlata ai rischi di mortalità e morbilità.
I costi economici dell’inazione
Non fare nulla costa di più che fare ciò che prevede il disegno di legge. I costi attribuibili all’obesità sono stimati in almeno 13,34 miliardi di euro annui per il Servizio sanitario nazionale; se includiamo le spese sostenute direttamente dalle persone, la cifra raddoppia.
Il 74% dei costi è legato alle ospedalizzazioni. Le malattie cardiovascolari assorbono circa il 50% della spesa complessiva, il diabete il 4,9% e le patologie oncologiche il 2,5%. I costi indiretti dovuti ad assenteismo e presenteismo rappresentano circa il 40%.
Terapie disponibili ma non sufficienti da sole
Oggi il trattamento dell’obesità può contare su nuovi farmaci considerati efficaci e sicuri; tuttavia, questi non possono essere l’unico strumento terapeutico e devono inserirsi in un percorso clinico integrato.
Formazione e prevenzione
A margine dell’audizione, è intervenuto anche Pietro Paganini, ribadendo la necessità di un approccio interdisciplinare che includa cambiamenti nello stile di vita, attività fisica, alimentazione equilibrata e supporto psicologico. Non servono misure fiscali o etichette punitive sui prodotti, ma investimenti nell’educazione e nella formazione.
L’obiettivo è sfruttare la presenza di numerosi atenei regionali per formare rapidamente specialisti multidisciplinari capaci di affrontare la complessità dei fattori biologici, comportamentali, ambientali, economici e sociali alla base del fenomeno.
Un libro-manifesto e un messaggio culturale
Carruba e Paganini sono gli autori del libro “Obesità. Istruzioni per ribellarsi” (Guerini e Associati), che vanta la prefazione di Letizia Moratti. Un manifesto contro le false soluzioni e a favore della libertà di scelta consapevole, in linea con lo spirito del disegno di legge, considerato un passo concreto per superare il mancato riconoscimento e la frammentazione delle cure.