Olio di palma e biodiversità: un’alleanza possibileL'IDEA DI ERIKA LOH
- 20 May 2025
- Posted by: Competere
- Category: Lidea
Ogni 22 maggio si celebra la Giornata Mondiale della Biodiversità, un invito globale a ripensare il nostro rapporto con la natura. Il tema di quest’anno, Harmony with Nature and Sustainable Development, ci spinge a superare vecchi schemi: davvero sviluppo e ambiente devono essere in conflitto? O possiamo immaginare un futuro in cui agricoltura e tutela degli ecosistemi vadano di pari passo?
In un contesto segnato da crisi climatica, scarsa produttività delle materie prime, tensioni geopolitiche e crescenti rischi per la sicurezza alimentare, l’olio di palma – spesso al centro del dibattito – offre prospettive sorprendenti. Nuove ricerche e pratiche agricole più sostenibili mostrano che biodiversità e coltivazioni possono non solo coesistere, ma rafforzarsi a vicenda.
LA BIODIVERSITÀ NELLE PIANTAGIONI
Secondo il report Exploring the Future of Vegetable Oils, pubblicato recentemente dall’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) con il contributo del noto biologo Erik Meijaard, il vero discrimine non è la coltura in sé, ma come viene gestita. Dove si adottano tecniche agricole attente – come la conservazione di habitat frammentati, la connettività ecologica o il pascolo controllato – le piantagioni diventano veri e propri mosaici ecologici. Uccelli, impollinatori e piccoli mammiferi non solo sopravvivono, ma prosperano.
Nel sottobosco di alcune piantagioni si contano fino a 298 specie vegetali, e sui tronchi delle palme crescono 16 specie di felci. In alcune zone del Borneo malese sono state censite 22 specie di mammiferi e 31 di uccelli: un risultato impensabile in molti sistemi agricoli convenzionali.
AGROFORESTAZIONE E INNOVAZIONE
Sempre più spesso prendono forma modelli agricoli che integrano produzione e rigenerazione ambientale. L’agroforestazione con olio di palma è uno di questi. In Brasile (Pará) e in Indonesia (Jambi), progetti come SAF Dendê mostrano che è possibile aumentare la resa e al tempo stesso arricchire la biodiversità. I numeri parlano chiaro: fino a 180 kg di frutti per pianta dopo 11 anni, contro i 139 kg delle coltivazioni convenzionali.
Ma non è solo una questione di produttività. In Indonesia, l’inserimento di “isole di alberi” nelle piantagioni ha raddoppiato la funzionalità ecosistemica e aumentato la diversità biologica del 50%.
GUATEMALA: UN LABORATORIO DI SOSTENIBILITÀ
Anche in Guatemala, il settore dell’olio di palma si sta distinguendo per l’adozione di pratiche agroecologiche innovative. L’introduzione di piante nettarifere ha favorito impollinatori e predatori naturali, riducendo l’uso di pesticidi e rafforzando l’equilibrio ecologico. Un esempio concreto di agricoltura più efficiente e rispettosa dell’ambiente.
Il modello guatemalteco va oltre: zero deforestazione, recupero integrale delle acque reflue per fertirrigazione e conservazione attiva di oltre 11.900 ettari di foresta, monitorata con tecnologie satellitari. Un approccio circolare che coniuga tutela ambientale e innovazione.
COLTIVARE LA BIODIVERSITÀ
L’olio di palma sostenibile dimostra che agricoltura e conservazione possono andare di pari passo. Non è più tempo di scegliere tra biodiversità e sviluppo, ma di costruire sistemi agricoli integrati, resilienti e condivisi. La chiave sta nella gestione attiva del paesaggio, nell’adozione di pratiche agroecologiche e nella collaborazione tra imprese, istituzioni e comunità locali.
In questa Giornata mondiale della biodiversità, il messaggio è chiaro: coltivare armonia con la natura non è solo possibile. È necessario.
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