Scrittura: la Grande InvenzioneL'IDEA DI SILVIA FERRARA

Sin dal Paleolitico l’uomo ha trasformato le immagini in scrittura (un’invenzione artificiale). Con la digitalizzazione della comunicazione globale socializzata stiamo tornando alle icone, gli emoji. Perché, e cosa cambia per la nostra capacità di elaborare pensieri? Il libro della prof.ssa Silvia Ferrara, fellow di Competere, indaga l’evoluzione dell’uomo e della conoscenza attraverso la scrittura.

Gli esseri umani sono gli unici animali propriamente culturali su questo pianeta, gli unici a creare tradizioni, stili, storie, norme, saghe, tormentoni. Altri animali hanno delle pratiche ripetute e imitate, come certi delfini che usano spugne per rastrellare cibo in fondo al mare, o gli scimpanzé che rompono noci contro le rocce. Noi, però, battiamo tutti. Siamo i soli a operare secondo uno schema cumulativo, a creare catene estese di abitudini, pratiche e comportamenti. Non solo norme sociali o atteggiamenti di gruppo, ma la Cultura intera, che trattiamo un po’ grossolanamente come fosse un tutt’uno. Il punto è: gli esseri umani trasmettono questo tutt’uno estensivamente e più di chiunque altro.

LA CATENA DI TRASMISSIONE   Nel calderone che si crea, dobbiamo poi saper navigare. Ognuno di noi ha la responsabilità di trasmettere quello che sa. Genitori a figli, insegnanti a studenti, capi a dipendenti. Trasmettere, non ha importanza che cosa, porta con sé due fardelli: il primo, avvicinarsi il più possibile al metodo scientifico, al test del vero/non vero. Il secondo, ammettere, senza vergogna se necessario: su questo ho dubbi, anzi, so di non sapere (Socrate!). Solo così idee, conoscenza, il calderone tutto vengono regalati al futuro: solo se sopravvivono alle forche caudine del metodo e della critica.

SEMPLIFICARE LA CONOSCENZA   Il sapere tende a essere due cose, e nulla in mezzo: o troppo specializzato o quasi vuoto. Sembra che la trasmissione della cultura, almeno in Italia, sia stata per troppo tempo, e in gran parte ancora, tendente alla prima cosa, cioè difficile, tortuosa, didascalica. Il trend sta cambiando (forse). Riguardo ai libri: saggi scientifici ‘accessibili’ stanno (di nuovo forse) scalzando la massa di tomi troppo complessi, specializzati, articolati, verbosi, lunghi. È una tendenza incoraggiante, che ho sposato provando a fare un esperimento.

Il libro “La Grande Invenzione” è tecnico ma semplice; parla dell’invenzione della scrittura nel mondo. La Grande Invenzione. Ma il tema conta poco. Conta l’approccio. Proprio come alcune scritture antiche, il libro è stata una prova. Scritto come fosse voce parlata, come se la scrittura non fosse mai esistita, ripetendo a voce alta cose che, nel corso di mezza vita, ho letto, assorbito, studiato e ricercato. È come se fosse scritto con la voce.

UN ESPERIMENTO   Il risultato di questo esperimento è che, quasi senza accorgermene, viene scansata proprio la cosa di cui si scrive, cioè la scrittura stessa. È stato tolto di torno il soggetto stesso del libro. Alla fine, credo di averlo fatto per dare ascolto ad altro, a quello che ci tiene uniti, a quello che abbiamo in comune. A quello che rende possibile comunicare e trasmettere quello che proviamo con la precisione, e spesso l’imprecisione, del suono scritto: la scrittura come vero collante del nostro essere ‘umani’, del nostro essere inesorabilmente connessi.

Ma non solo. Viene scritto di noi, delle nostre creazioni, quello che decidiamo di far vivere e lasciare indietro, oltre il limite dei nostri giorni, la cultura che noi immettiamo nel mondo, perché ci rimane impressa, perché ci dà emozione.

E allora (forse) per imparare, e per tramandare bene quello che impariamo e che resterà dopo di noi, dobbiamo fare un’altra cosa, che non è né tecnica, né cerebrale, né specializzata, né accademica: dobbiamo emozionarci di fronte a quello che non sappiamo, e emozionarci ancor di più di fronte a quanto, ancora e per tutta la vita, sappiamo di poter imparare.

La credibilità è la nostra forza. La nostra visione al vostro servizio.

Pietro Paganini
Presidente, Competere
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