Turismo Digitale, Quando il Pubblico Non BastaL'idea di Competere

Dopo un lungo periodo di taglia e cuci, le risorse pubbliche alla cultura sono aumentate sia nella Legge di Stabilità 2016 che in quella 2017. Tuttavia l’Italia, il primo paese al mondo per opere culturali, storiche ed artistiche non può sostenere la conservazione e la fruibilità delle stesse solo grazie a qualche sporadico, e spesso insufficiente, investimento pubblico.

Il settore turistico ha già offerto un importante contributo all’uscita dalla lunga recessione del 2013-2014. Secondo le statistiche della Banca d’Italia sono stati circa 81,5 milioni i turisti provenienti dall’estero nel 2015 con un incremento del 4,4 per cento rispetto all’anno precedente.

Eppure, l’indice RAC, che esprime il ritorno economico degli asset culturali, stima che l’Italia nel 2007 ha ottenuto un ritorno medio di circa 0.5 milioni di euro per sito. Nello stesso anno, gli USA vantano un indice RAC pari a 8.16 volte quello italiano; anche le performance dei vicini europei sono migliori (Francia: 1.8 mln euro per sito; Regno Unito: 3.3 mln euro). Il solito vecchio adagio, l’Italia è lontana da numeri soddisfacenti.

Stante l’immenso patrimonio storico-culturale e paesaggistico italiano a disposizione, il contributo economico che il turismo può offrire è potenzialmente molto più elevato, ma la diffusione di informazioni sul web delle bellezze artistiche dell’Italia risulta in generale abbastanza ridotta e l’offerta culturale non è al passo con l’evoluzione digitale.

Può non essere troppo tardi per recuperare il terreno perso.

1. È necessario fare un salto di qualità nella promozione dei beni culturali attraverso gli strumenti di comunicazione digitale. Questo permetterebbe di raggiungere un numero sempre più elevato di potenziali turisti, aumentando in modo esponenziale i ricavi sia culturali che commerciali associati alla visita;

2. Solo una profonda trasformazione digitale dei processi gestionali degli enti e dei luoghi culturali permetterà di dedicare risorse a ruoli più innovativi, di migliorare il controllo diminuendo i costi di gestioni e di proporre nuovi servizi e nuove modalità di fruizione ai turisti;

3. I visitatori dei siti di interesse culturale e dei musei, si aspettano di avere a disposizione, nel corso della visita strumenti avanzati di connessione e navigazione digitale, per non parlare della domanda di servizi di realtà virtuale. Anche in questo caso, nel panorama italiano i punti di eccellenza sono troppo limitati.

Negli ultimi 20 anni, innovazione e competitività, in Italia, si sono mantenute al di sotto della media europea. Per evitare la stagnazione culturale e ulteriori perdite di competitività occorre ritrovare reinnescare l’evoluzione del sistema economico per creare crescita e impiego. La crescita e lo sviluppo economico italiano nascono dall’utilizzo di modelli di business innovativi, nuove tecnologie e applicazioni digitali. Fissiamoci in testa questo concetto: l’innovazione rende, sia in termini di cultura che di ricchezza.

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