Considerazioni e proposte in tema di decreto Rilancio – Intervista a Pietro Paganini

Considerazioni e proposte in tema di decreto Rilancio – Intervista a Pietro Paganini

Nella puntata di Studio24 del 26 maggio, Il Prof. Paganini analizza il Decreto Rilancio, l’ultimo provvedimento governativo recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19, condividendo auspici, preoccupazioni e proposte.

Il problema fondamentale insito nel decreto Rilancio, afferma, sono le “eccezioni” e le discrezionalità nelle mani della burocrazia.

Le norme del Decreto hanno una struttura talmente complessa e farraginosa che, ancora una volta, stentano ad offrire pronte soluzioni a problemi concreti.

Ancora una volta si è cercato di produrre il documento perfetto, anziché affidare maggiore responsabilità ai cittadini. Anziché trovare formule ed equazioni inutilmente perfette, sostiene il Prof. Paganini, si dovrebbe affidare maggiore responsabilità ai cittadini, che dovrebbero mettere in pratica i pochi, semplici, precetti. Il fatto (inevitabile) che qualcuno ne abusi, non dovrebbe essere motivo per gettare la collettività in una selva sempre più intricata di norme.

Fornire ai cittadini una corretta e chiara informazione favorirebbe, senza dubbio, il senso di responsabilità.

Nel corso dell’intervista è intervenuto anche il Dott. Gabriele Buia, Presidente ANCE, contribuendo al dibattito con considerazioni relative alle imprese. La burocrazia, impedendo il rapido utilizzo di fondi pubblici, si pone come un freno all’innovazione. Dal prossimo Decreto Semplificazione, sostiene, ci si aspetta che vengano prese posizioni concrete, rilanciando gli investimenti pubblici con una semplificazione delle procedure a monte della gare d’appalto.

I due esperti hanno opinioni convergenti sul tema della rigenerazione urbana: che non sia un’innovazione fatta per moda (ad es. come il bosco verticale) – sostiene Paganini – ma per rendere le città davvero a misura d’uomo. Appare fondamentale innovare ed ampliare la rete del trasporto pubblico, favorendo, così, la riduzione di quello privato, largamente meno sostenibile.

In tal senso, il Prof. Paganini pone l’accento su un’altra grande sfida: quella riguardante le piccole imprese.

In Italia abbiamo tante piccole aziende costituite da grandi lavoratori, i quali, però, non hanno competenze tecniche e di innovazione che invece hanno le poche grandi imprese italiane che poi vengono impiegate in giro per il mondo. Dunque, per rilanciare l’economia del Paese, la politica dovrebbe implementare meccanismi che permettano anche alle micro aziende di utilizzare le nuove tecnologie, consentendo loro di lavorare a progetti ambiziosi e all’avanguardia (come, ad es., le case sostenibili) e di avvalersi di professionisti (architetti, ingegneri ) che assumano ruoli di maggiore responsabilità all’interno degli stessi. Dinamica molto lontana da quella attuale, dove ogni azione deve necessariamente essere filtrata dal processo burocratico, ossia dai documenti che conferiscono il potere alle amministrazioni pubbliche.

In questo quadro, sarebbe stato impossibile non lambire il fondamentale tema della didattica a distanza, una delle dimensioni emerse in seguito all’emergenza sanitaria.

Siamo ormai già abituati alla Smart School, alla quale, con tutta probabilità, non rinunceremo neppure in futuro.

Trattasi di una didattica molto più complessa rispetto alla tradizionale, perché richiede che anche gli insegnanti siano molto diversi. Essi diventerebbero dei veri e propri designer di lezioni, non limitandosi più a trasferire delle conoscenze.

Secondo il Prof. Paganini, la nuova didattica risulta essere uno strumento utile, seppur sperimentato in circostanze sfortunate, che potrà diventare permanentemente parte integrante del sistema scolastico.

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