Giornata Mondiale dell’Obesità 2026: 8 miliardi di motivi per ripensare il modo in cui ci nutriamoANAYANCI MASÍS VARGAS

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Giornata Mondiale dell’Obesità – Oltre le colpe, oltre le diete: costruire l’intelligenza per nutrire le comunità

L’obesità è ora classificata come una malattia cronica e recidivante. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, 1 persona su 8 nel mondo ne è affetta, l’obesità negli adulti è più che raddoppiata dal 1990 e quella negli adolescenti è quadruplicata. Solo nel 2021, un indice di massa corporea superiore al valore ottimale ha contribuito a 3,7 milioni di decessi per malattie non trasmissibili. Se le tendenze attuali continueranno, entro il 2035 metà della popolazione mondiale sarà in sovrappeso o obesa. Tra i bambini e gli adolescenti, le conseguenze vanno oltre la salute fisica, influenzando il rendimento scolastico, il benessere mentale e la qualità della vita; l’obesità infantile è infatti un forte indicatore dell’obesità adulta e dei suoi rischi per la salute a lungo termine.

Questi numeri richiedono un’azione sistemica, non la colpa individuale.

Come sottolinea l’OMS, l’obesità deriva da complesse interazioni tra genetica, neurobiologia, comportamenti alimentari, forze di mercato e l’ambiente in senso lato. I sistemi alimentari e gli ambienti odierni spesso rendono più difficile, anziché più facile, fare scelte salutari. Le politiche uguali per tutti, dall’etichettatura nutrizionale semplicistica alle tasse generiche sui nutrienti, si sono dimostrate insufficienti di fronte a questa sfida multifattoriale. Esse rischiano addirittura di stigmatizzare proprio le popolazioni che intendono aiutare, in particolare quelle che devono affrontare vincoli socioeconomici che limitano le loro scelte alimentari.

Un approccio più intelligente e olistico

Ciò che serve è un approccio che responsabilizzi gli individui e le comunità anziché penalizzarli. Una prevenzione e una gestione efficaci richiedono un’azione su più fronti: sviluppare conoscenze nutrizionali affinché le persone possano compiere scelte veramente informate e basate sulla scienza piuttosto che sulle mode; riconoscere la dimensione emotiva del comportamento alimentare, poiché il modo in cui ci sentiamo influenza profondamente il modo in cui mangiamo; rafforzare gli ambienti sociali e comunitari legati all’alimentazione, poiché la ricerca dimostra costantemente che i pasti in compagnia e le reti di sostegno favoriscono abitudini più sane; sviluppare strategie adattive che tengano conto della variabilità metabolica individuale, della diversità culturale e dell’evoluzione del panorama alimentare.

La prevenzione inizia presto, durante la gravidanza, l’infanzia e l’adolescenza, come giustamente sottolinea l’OMS. Ma deve essere sostenuta per tutto il corso della vita attraverso comunità di sostegno in cui le scelte salutari siano accessibili e convenienti. Ciò significa progettare politiche che integrino l’alimentazione con il benessere mentale, l’empowerment dei consumatori e l’innovazione basata sulla scienza. Significa passare da modelli sanitari reattivi a quadri anticipatori che costruiscano la resilienza prima che la malattia si sviluppi.

Dalla consapevolezza all’intelligenza

L’Europa ha l’opportunità di guidare questo cambiamento. Anziché affidarsi a misure punitive o paternalistiche, la politica dell’UE può promuovere approcci basati su dati concreti che rispettino la libertà individuale, creando al contempo ambienti in cui l’alimentazione, e non solo il conteggio delle calorie, diventi la norma. Ciò richiede la collaborazione tra governi, industria alimentare, sistemi sanitari e società civile per garantire che nessuna comunità venga lasciata indietro.

Se il cibo è un diritto umano, allora dovrebbe esserlo anche la conoscenza necessaria per nutrire se stessi e la propria famiglia. In questa Giornata mondiale dell’obesità, abbiamo 8 miliardi di motivi per andare oltre i modelli obsoleti e investire in approcci alla salute incentrati sulle persone e basati sull’intelligenza. Perché cambiare i sistemi significa cambiare la vita delle persone, e ogni persona merita gli strumenti per prosperare.

Anayanci Masís-Vargas è neuroscienziata, fisiologa e nutrizionista, fondatrice di NutriXQ e sostenitrice di politiche nutrizionali basate su dati scientifici. È anche membro della rete FIDES dell’OMS.

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