Il mondo osserva la strategia cinese e la sua “Weltanschaung” con molto interesse, soprattutto in ottica di come il Paese svilupperà le sue relazioni politico-istituzionali, militari ed economiche con i coinquilini planetari. La Cina si muove seguendo una direttrice molto chiara che punta al rafforzamento economico-politico. Il 6° Plenum, la chiamata tra Xi e Biden e altro dal continente europeo.

IL 6° PLENUM DEL PARTITO COMUNISTA

Il 6° plenum del 19° Comitato Centrale del Pcc (l’organo decisionale più ampio del partito, composto da 376 membri eletti dal Congresso Nazionale) si è tenuto dall’8 all’11 novembre e lascia un segno importante. Attraverso una Risoluzione storica che “riassuma i risultati, le esperienze e sia una guida per il futuro”, il Partito ha definitivamente interpretato la storia con il Segretario Generale Xi Jinping al centro (come già era chiaro da tempo). Questa risoluzione, la terza nella storia del paese, affida a lui il compito di guidare la Cina nel XXI secolo (fra un anno, al 20° Congresso), confermando probabilmente un terzo mandato per i prossimi cinque anni. Con Mao, la Repubblica è stata fondata. Con Deng Xiaoping, la Cina è cresciuta. Con Xi, la Cina diventa grande potenza.

Quali conseguenze pratiche? Sicuramente una riconferma della direzione politica ed economica quantomeno generale. Il sistema cinese è da anni di fronte ad una transizione ben nota relativamente al suo modello economico. Una centralizzazione del potere nelle mani dell’amministrazione centrale è in corso e questo avrà sicuramente degli effetti importanti in molte delle sfere di interesse economico (anche condizionate dalla sfera politica internazionale). Ad esempio, nelle relazioni tra lo Stato e le imprese, cinesi o estere. Da tenere d’occhio, tra le altre cose, lo sviluppo della retorica sulla “Prosperità Comune”. Concetto ancora fumoso, oggi, in Cina, determina una direzione politica per il paese (welfare, redistribuzione, centralizzazione e normative antiriciclaggio e antimonopolio).

LA CHIAMATA TRA XI JINPING E JOE BIDEN

Il 12 novembre Xi e Biden si sono confrontati su alcuni temi in una videochiamata. Sicuramente, il senso di una tale azione diplomatica è quello di ridurre le tensioni nelle relazioni reciproche. Xi Jinping ha definito la relazione tra i due paesi come “due navi” che muovono nella stessa direzione e che devono prestare attenzione a non entrare in collisione. I due leader si sono consultati nel quadro di due avvenimenti importanti per le reciproche amministrazioni. La Camera dei Rappresentanti del Congresso americano ha approvato il grande piano infrastrutturale “Investment and Jobs Act” per un valore di 1.300 miliardi di dollari. Invece, come visto, la Cina arriva da un plenum che consacra il ruolo di Xi alla guida del partito. I temi all’ordine del giorno sono stati l’accordo commerciale e la questione taiwanese. Si riporta che sempre il 12 novembre, Jin Jinquan, Direttore dell’Ufficio centrale di ricerca politica del Pcc (il think tank di più alto livello del Partito), ha criticato la democrazia americana come “ruled by the capital”. L’accusa potrebbe essere chiaramente etichettata come propaganda, se non fosse che secondo un sondaggio del Pew Research Center il 72% dei cittadini americani non considera più il modello americano come un modello da seguire.

LE ULTIME DALL’EUROPA

L’Ue si muove su molti binari differenti. Da una parte, la Lituania apre il proprio Ufficio di Rappresentanza taiwanese il 18 novembre. Questo ha chiaramente acceso ulteriormente la crisi diplomatica del Paese con la Rpc che ha declassato immediatamente le relazioni tra i due paesi al rango di ”incaricato d’affari” (di minor rango rispetto all’ambasciatore, venendo accreditato dai Ministri degli Esteri e non dai Capi di Stato). Come riportato da Reuters, in un momento di transizione politica interna per la Germania, Merkel ha rilasciato un’intervista in cui racconta la sua impressione in merito alle relazioni tra il suo Paese e la Cina. Ha fatto molto scalpore il fatto che abbia definito le relazioni tra i due paesi inizialmente come “naive”, indicando forse un’aspettativa diversa in merito a quello che poi la storia avrebbe definito. Merkel sostiene anche che un decoupling tra i due paesi (e forse anche l’Ue) sarebbe un danno.

In Italia, la vicenda dell’Alpi Aviation (azienda di droni italiana) e del Golden Power si configura come un altro evento all’interno del difficile controllo, per lo stato, di asset ritenuti strategici. La società Mars Information Technology (acquirente di Alpi A.) è ritenuta di avere “ottimi rapporti” con il governo cinese. In particolare, l’azienda produce veicoli U.A.V. di tipo militare certificati per gli standard Nato (facendo configurare la strategia di acquisto con scopi di acquisizione di Know-how). Alpi Aviation sostiene che non ci sia alcuna violazione del Golden Power e ribadisce che lo scambio di informazioni con le autorità competenti è avvenuto in modo trasparente.

La credibilità è la nostra forza. La nostra visione al vostro servizio.

Pietro Paganini
Presidente, Competere
Newsletter

Join Our Community and Stay Up to Date