La Scuola del Metodo – Auguri Maria MontessoriDI PIETRO PAGANINI

Ieri abbiamo celebrato i 150 della nascita di Maria Montessori. In verità, in molti lo facciamo tutti i giorni, diffondendo quel dono che ci ha lasciato: il metodo che prende il suo nome.

Quello Montessori è un metodo e come tale si riferisce a principi fondamentali che mettono l’individuo al centro della società, e quindi della scuola, che lo responsabilizzano alla convivenza con gli altri attraverso le regole (del convivere), che ne promuovono la curiosità, la creatività e la intraprendenza.

PERCHÉ È IMPORTANTE

Il Metodo Montessori è più che mai attuale per ripensare la didattica, i metodi di apprendimento e di insegnamento, cioè per mettere i bambini/ragazzi nelle condizioni di scoprire i problemi della vita e di affrontarli con soluzioni sempre nuove.

IL RUOLO DELLA SCUOLA

La scuola dovrebbe adempiere alla funzione di preparare le nuove generazioni ad affrontare i problemi dell’uomo e della natura per migliorare le nostre condizioni di vita e del convivere. Ma non è più in grado. Uno dei mali del nostro tempo, cioè l’incapacità di comprendere il cambiamento, ha origine proprio a scuola. Non sappiamo più insegnare, i ragazzi faticano ad apprendere e così non sappiamo rispondere alle sfide di tutti i giorni.

MARIA MONTESSORI

Aveva già colto questa difficoltà, quasi un secolo fa. Lo aveva fatto osservando le dinamiche della scuola di allora, che non sono molto diverse da quelle di oggi: sistema militare della classe frontale a cui aggiungere qualche novità didattica e tecnologica.

IL METODO

La Montessori voleva risolvere un problema pedagogico e sociale, un problema di diritti e di libertà: era convinta che tutti, nei tempi e nei modi di ciascuno, cioè dell’individuo, fossero in grado di apprendere e fossero in grado di dare e fare. Alias, anche quelli che erano considerati “non idonei” e quindi da escludersi dalle opportunità della vita lavorativa, economica e sociale, erano in grado di apprendere e fare, contribuendo alla crescita personale e sociale. Erano una ricchezza per tutta la comunità.

La pedagogia dell’epoca era nemica dell’individuo inteso come forza intellettuale e innovatrice perché lo reprimeva invece di liberarne lo spirito creativo promuovendo la diversità. Da qui il suo metodo che ha sperimentato più successi all’estero che in Italia, dove è stato ed è ancora osteggiato dalla mentalità storicista.

Il Metodo Montessori è un metodo appunto, non un modello. Non è un’idea fissa di come la didattica dovrebbe funzionare, ma una serie di procedure legate a principi solidi che sperimenta di volta in volta soluzioni.

ALLA SCUOLA ITALIANA

Mancano quei principi, ma manca anche il coraggio e l’energia per sperimentare. Al suo interno prevalgono le burocrazie il cui unico obiettivo è la preservazione dello stato attuale. Ci si appella agli eroi – quei pochi che riescono – mentre si umiliano tutti gli altri. Sì perché quando si negano opportunità ad un individuo ne si umilia lo spirito, ma si danneggia anche la società che rinuncia ad in piccolo potenziale.

CHE FARE?

Non si propone di adottare il Metodo Montessori in tutte le scuole. Non sarebbe nemmeno nello suo spirito. Si invita, invece, il Ministro attuale e i burocrati del Ministero a promuoverne metodo e principi facendo sì che ciascuna scuola, in autonomia possa sperimentare didattica, metodi di insegnamento e apprendimento nuovi.

Da quali riforme partire?

  • Abolizione del Valore Legale del Titolo di Studio – vecchio dogma burocratico che toglierebbe potere alle burocrazie per darlo agli insegnanti e ai ragazzi, promuovendo la concorrenza che non esclude ma include. Lo stato attuale esclude – confermato dai dati OCSE – e che sopprime la libera iniziativa e quindi l’innovazione didattica;
  • Abolizione dei concorsi. Autonomia alle scuole nella scelta dei propri docenti. Non servono i concorsi per valutare chi può insegnare. Di nuovo, dati alla mano, i concorsi non si rivelano molto efficienti;
  • Promuovere l’innovazione nella didattica, superando il concetto di classe e il sistema dei crediti, accorciando le ore, ampliando le attività e le sperimentazioni;

Per fare questo è prima di tutto urgente rimettere bambini e ragazzi al centro dell’agenda. Nelle discussioni attuali sono alla periferia, sono lo strumento per cui esiste l’organizzazione scuola. La scuola dovrebbe essere lo strumento per consentire a tutti noi di cambiare il mondo, ciascuno secondo i propri tempi e modi. Giocando. Proprio come diceva la Maestra Montessori. Giocando si impara.

La credibilità è la nostra forza. La nostra visione al vostro servizio.

Pietro Paganini
Presidente, Competere
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