Le tecnologie che possono salvare dagli sprechi la filiera alimentare (e il Pianeta)L'IDEA DI COMPETERE

Come si può limitare lo spreco e la perdita alimentare? Oggi, martedì 13 febbraio, autorevoli speaker internazionali sono intervenuti alla tavola rotonda organizzata al Parlamento europeo per analizzare il problema e presentare possibili soluzioni. Tra queste, educazione, riciclo e innovazione tecnologica.

Si è svolto oggi presso il Parlamento europeo di Bruxelles l’evento Le tecnologie che possono salvare dagli sprechi la filiera alimentare (e il Pianeta) che abbiamo organizzato in collaborazione con Trane Technologies, ospitato dall’eurodeputata dei Verdi/ALE, Rosa d’Amato.

Alla tavola rotonda hanno partecipato professori (Gyula Kasza, University of Veterinary Medicine Budapest), eurodeputati (Rosa D’Amato Verdi/ALE, Salvatore De Meo Ppe, Ines Vaider Ppe), membri della Commissione europea (Alexandra Nikolakopoulou DG Sante) e altri stakeholders (Eva Sali Copa Cogeca, Federica Dolce Food&Drink Europe, Claudio Zanframundo Trane Technologies, Malte Piontek Schwarz Group, Christophe Diercxsens Too Good To Go, Federica Grassi SAFE – Safe Food Advocacy Europe, Vito Antonacci Zero Waste Italy).

SPRECO ALIMENTARE: I NUMERI PARLANO CHIARO            

«Sorprende che quasi il 30% del cibo prodotto venga perso o sprecato, soprattutto durante il trasporto», ha dichiarato Claudio Zanframundo, presidente di Thermo King EMEA, Trane Technologies. «Siamo orgogliosi di lavorare con Competere per riunire membri della Commissione europea e del Parlamento Ue, insieme ad altri esperti, e collaborare per ridurre questa perdita di cibo lavorando sulla ‘catena del freddo’ globale, comprese l’implementazione di tecnologie e le soluzioni innovative su larga scala», ha aggiunto.

Le stime più recenti della FAO mostrano che gli sprechi alimentari dei consumatori sono solo una parte del problema. Una quota significativa, infatti, è da attribuire ai processi di produzione, al mancato rispetto di standard di sostenibilità e di conservazione. Se ci concentriamo sui comparti di frutta e verdura, per esempio, componenti importanti di una dieta europea sana, rilevano perdite prossime al 50% della produzione totale. Disporre di una catena del freddo efficiente e sostenibile è dirimente nel contenere queste cifre. È qui che le industrie della filiera – dalla raccolta, al trasporto, fino alla distribuzione finale – devono fare un passo avanti.

«A livello globale, sono 1,3 miliardi le tonnellate di cibo che ogni anno vanno perdute, mentre 850 milioni di persone non mangiano a sufficienza, quindi un decimo della popolazione mondiale vive in uno stato di insicurezza alimentare. Inoltre, lo spreco e il non consumo di prodotti di genere alimentare genera il 10% delle emissioni annuali globali di gas serra». Così Pietro Paganini.

«Il problema dello sprecocomplesso e si articola nel corso di tutte le fasi del sistema alimentare: dalla produzione al trasporto alla tavola, da ciò che concerne i costi energetici e idrici alle risorse impiegate in fase di distribuzione e conservazione», ha proseguito.

LE SOLUZIONI?   

«Educazione, riciclo ed efficienza tecnologica. Consapevolezza generata da programmi educativi e campagne di sensibilizzazione che possono diffondere un’ondata di conoscenza e promuovere un’inversione di rotta verso scelte più responsabili. Ma non solo: c’è l’opportunità del recupero e il lavoro di banchi alimentari e associazioni di volontariato che insieme fanno sì che ciò che non viene consumato, e che rimane intonso, arrivi a chi è in maggiore difficoltà. Infine, c’è la tecnologia, che consente di efficientare i sistemi distributivi e di imballaggio della ‘catena del freddo’ e gli strumenti di stoccaggio», ha aggiunto.
«Oggi abbiamo ascoltato la testimonianza diretta di un player internazionale. I prodotti per il trasporto e lo stoccaggio refrigerato di Thermo King, che includono le più recenti innovazioni nell’elettrificazione e nelle capacità di monitoraggio digitale [-70°C a +40°C] per aria, mare e strada, stanno trasportando alimenti in modo sicuro ogni giorno.

È un modello industriale di sostenibilità e contenimento alla sicurezza alimentare che le istituzioni europee devono fa proprio, per una normativa comunitaria a misura dell’agrifood e della società», ha concluso Paganini.

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